Distanziamento Sociale: un’opportunità per il design e progettazione?

Gli ultimi mesi hanno segnato un cambiamento importante nel nostro mondo, e il settore del design e della progettazione di spazi espositivi ha subito un impatto frontale. Si è certamente aperta una crisi, ma sono anche apparse importanti opportunità: le competenze legate alla progettazione intelligente degli spazi di esposizione e di vendita sono necessarie oggi più che mai. La situazione attuale impone infatti un ripensamento degli ambienti lavorativi, e non è detto che questo ripensamento debba essere orientato soltanto alla soluzione di un’emergenza.

Come negli anni del grande boom del design italiano, le aziende si trovano di fronte ad una scelta:

  • Intervenire “tamponando” i problemi con soluzioni provvisorie: “aggiustare” gli spazi aziendali sperando che si possa tornare al più presto e senza particolari cambiamenti alla situazione precedente;
  • raccogliere la sfida di ridisegnare spazi, sistemi, oggetti, in un contesto che sta rivedendo i propri valori sociali, le proprie dinamiche e anche, forse, la propria etica del lavoro.

I vantaggi nel ripensare gli spazi

 

Perché le aziende dovrebbero cogliere l’opportunità di ripensare i propri spazi?

Oggi gli ambienti operativi e commerciali di moltissime aziende non sono pensati in maniera strategica per il ruolo che devono svolgere.

C’è una grande differenza tra uno spazio riempito di scrivanie o di prodotti e uno studiato per collaborare o per coinvolgere un cliente in un’esperienza d’acquisto. Questa differenza sta nell’approccio con cui quello spazio è immaginato, progettato, realizzato.

L’allestimento degli uffici e l’approccio semplicistico

 

Molte volte gli uffici sono realizzati in modo disattento, dando peso solo

  • alle questioni economiche (il risparmio sugli arredi),
  • a quelle operative (i tempi necessari per rendere l’ambiente utilizzabile),
  • a quelle tecniche (le metrature disponibili e i sistemi per usare tutte le superfici disponibili)

Capita che le valutazioni su come dovrà essere effettivamente utilizzato lo spazio non entrino nemmeno nell’equazione. Invece un ufficio pensato per agevolare i flussi comunicativi, stimolare la diffusione delle idee, fornire sia contesti di condivisione che di separazione, a seconda delle necessità, è uno strumento di lavoro importantissimo. Questo sia nelle filiere ad alta intensità di lavoro intellettuale e/o creativo, sia in quelle più tradizionali.

La risposta a queste esigenze non è nelle semplificazioni, come l’open space a tutti i costi o i cubicoli all’americana. L’attuale situazione ci “costringe” a pensare all’interno di un vincolo, quello del distanziamento sociale, e fa emergere le inadeguatezze di un approccio semplicistico; ci offre l’occasione per capire cosa dobbiamo tenere e cosa possiamo buttare, in una parola, ad analizzare la vera funzione dello spazio aziendale e ad adeguare i nostri sforzi progettuali a quella funzione.

L’allestimento degli showroom e la “trappola” dell’esibizione

 

Molte aziende costruiscono il proprio showroom attorno al concetto di esibizione, un approccio per nulla sbagliato, ma che può rischiare di diventare limitativo; in questo approccio, il ruolo dello showroom è letteralmente “mostrare” tutto il possibile, a volte senza considerare il modo in cui il visitatore può vedere i prodotti esposti.

Nei settori ad alta intensità estetica, questo può portare a cercare di esibire al meglio solo i prodotti ritenuti più validi (esteticamente e commercialmente); in quelli più tecnici, il rischio è quello di “ammassare” il prodotto nello spazio espositivo alla ricerca di un’esibizione totale.

In realtà, in uno spazio progettato per la vendita, gli elementi più importanti sono

  • le possibilità di interazione con il prodotto che vengono offerte al visitatore
  • l’esperienza di visita nel suo complesso
  • le interazioni tra visitatore e personale aziendale durante la permanenza nello showroom

Questi fattori sono legati a doppio filo all’approccio progettuale e di design, che pensa lo spazio in base al suo utilizzo e alle finalità di quest’ultimo.

Dover ripensare gli spazi per le nuove esigenze impone anche qui la necessità di guardare alla vera funzione dello showroom, e ad ottimizzare il disegno dell’ambiente in base ad essa.

Perché ripensare gli spazi nel momento del distanziamento sociale

 

Questo momento storico è il migliore per passare da spazi “neutri” a spazi “strategici”, ambienti aziendali studiati per svolgere il loro ruolo; oggi la sopravvivenza del sistema passa anche dalla capacità dal piccolo negozio di recuperare spazi adeguati allo svolgimento dell’attività, o dalla possibilità per la media azienda di invitare i clienti un uno showroom del tutto sicuro rispetto alle necessità di distanziamento sociale; domani però gli interventi effettuati potranno essere la chiave di una nuova competitività

Noi ci siamo mossi per mettere le nostre competenze al servizio di queste dinamiche. Abbiamo rimodulato alcune delle nostre operazioni, ma sempre mantenendo il nostro approccio, che parte dallo studio approfondito del problema per poi mettere in campo un sistema di realizzazione agile e completo.

Alla base di tutto c’è l’idea che chi si rivolge a noi per rivedere i propri spazi non debba avere solo una sistemazione temporanea della situazione, ma possa cogliere l’opportunità di innovare, dotandosi di nuovi strumenti per competere.

Il nostro sistema di lavoro è interamente strutturato su questa visione sul tema della riorganizzazione degli spazi aziendali.

Analisi e progettazione

 

L’applicazione dei nostri concetti parte da un’analisi focalizzata sul sistema lavorativo: entriamo nello specifico delle operazioni che si svolgono all’interno dello spazio che siamo chiamati a modificare, scomponendole e studiandole nei dettagli per comprendere appieno il loro rapporto con lo spazio.

Questa analisi ci ha portato a realizzare spazi espositivi e di vendita perfettamente costruiti attorno alle esigenze degli utenti e a sviluppare una competenza che ci consente di intercettare le necessità legate alla sicurezza sanitaria ed epidemiologica degli spazi di lavoro. Attraverso di essa siamo in grado di disegnare e realizzare spazi pensati per garantire le dinamiche sociali e produttive nel rispetto delle normative di tutela contro la diffusione degli agenti patogeni che in questo periodo attaccano il nostro sistema.

Analisi e progettazione degli spazi sono svolti dalla nostra equipe di architetti e designer specializzati nello studio dell’antropometria: la loro esperienza e la loro sensibilità agevolano e velocizzano il processo di progettazione.

Realizzazione agile

 

All’applicazione del nostro metodo per lo studio e l’ideazione di spazi sicuri, segue la realizzazione del progetto attraverso l’impiego delle nostre risorse tecnologiche, di ricerca & sviluppo, in un contesto che punta soprattutto all’agilità; l’obiettivo di ogni fase del nostro processo è infatti garantire a tutti i clienti la possibilità di tornare ad essere operativi in piena sicurezza nel minor tempo possibile.

Gli strumenti attraverso cui raggiungiamo questo obiettivo:

  • Una filiera produttiva totalmente interna, in grado di gestire tutte le lavorazioni con grande rapidità e flessibilità.
  • Una profonda conoscenza dei materiali e da una ricerca costante in questo senso, che ci consente di offrire differenti soluzioni per ogni problema.
  • Un network di fornitura consolidato dal quale attingere per operazioni straordinarie.

Attraverso l’organizzazione di questi elementi riusciamo a portare a termine in tempi rapidi i processi di trasformazione degli spazi, senza rinunciare a ciò che riteniamo più importante: una corretta strutturazione dell’intervento, che contempli un’analisi iniziale e metta al riparo da possibili errori di percorso (costosi in termini economici e in termini di tempo).

Ciò che forse, però contraddistingue il nostro approccio è la capacità di condurre uno studio e una rielaborazione complessiva degli spazi lavorativi attraverso il nostro sistema di progettazione condivisa “Metodo CSP”. CSP sta per Cooperative Smart Planning, uno framework di lavoro che ci porta, attraverso logiche di design thinking, a condividere con i nostri clienti un’analisi accurata della funzione degli spazi aziendali, e a improntare una progettazione basata essenzialmente su questi fattori.

Un approccio innovativo che ci ha fin qui consentito di dare un’autentica svolta a più di un ambiente aziendale.

Una questione di visione

 

La situazione generatasi dalla pandemia ha accentuato un’abitudine alla frenesia che era già presente nel nostro sistema economico fin da prima; la tendenza a cercare soluzioni istantanee a problemi complessi, spesso senza rendersi conto che in questo modo i problemi venivano soltanto rimandati (nel migliore dei casi). I principi che hanno guidato la rivoluzione del design sono stati sanciti da designer e architetti che accettavano la sfida della complessità, e abbracciavano approcci nei quali l’essere umano e i suoi bisogni erano il punto di partenza nel disegno di prodotti e soluzioni. Noi crediamo che soprattutto in un momento come questo sia fondamentale tornare a quel tipo di visione, per costruire dinamiche nuove che non si limitino alla gestione dell’esistente ma preparino al futuro.