STANDing INNOVATION incontra Giulio Munari

STANDing INNOVATION, il magazine online che traccia le nuove tendenze del settore fieristico, ha incontrato Giulio Munari, Art Director di TinBob, una società che si occupa in modo trasversale della produzione di contenuti multimediali – dagli spot alle installazioni interattive.

 

Qual è la sua definizione di innovazione?

Quando penso all’innovazione la prima cosa che mi viene in mente è il rapporto con l’esperienza umana, quindi come creare un collegamento tra innovazione e user experience per rendere fruibile quell’innovazione. Sicuramente l’innovazione deve aggiungere, ma aggiungere qualcosa che sia utile: nel momento in cui non è utile potrebbe essere considerata, al contrario, un regresso. Il legame con l’uomo è l’aspetto fondamentale dell’innovazione. La tecnologia, per esempio, non sempre è strettamente legata all’innovazione. Una esempio di regresso è quello dei sistemi IT, dove la protezione attraverso le password e la gestione dei flussi di dati diventa complicata e la user experience ne perde, perché la carica innovativa è difficilmente fruibile. Ci sono però realtà, sempre legate al mondo della tecnologia – mi viene da pensare a Pinterest, Über e alla stessa Apple – che hanno messo sempre al centro la user experience, l’esperienza umana, e quindi la facilità di utilizzo e la reale utilità di un determinato prodotto: lì vedo innovazione.

Quale funzione dovrebbe avere oggi un evento fieristico?

Se penso alla situazione fieristica, la prima cosa che mi viene in mente è la persona, come la persona vive all’interno di ambiente fieristico e in mezzo ai flussi delle altre persone. Normalmente chi va a una fiera si trova a vedere milioni di stand, uno dietro l’altro. Quindi lo scopo principale di uno stand è quello di riuscire a intrattenere, tenendo più tempo possibile il soggetto al suo interno, mostrando la propria innovazione. Un altro elemento fondamentale è l’immagine coordinata, per riuscire a comunicare in pochi istanti la propria identità in tutti gli aspetti, soprattutto in ambito multimediale.

Quale potrebbe essere una soluzione innovativa per comunicare in fiera?

Una soluzione innovativa potrebbe essere proprio quella di puntare sull’intrattenimento, creare una situazione di spettacolo, di entertainment, dove le persone che passano sono interessate a vedere qualcosa all’interno di uno stand. Mi viene in mente il caso di un nostro cliente: lo scopo era quello di promuovere un evento turistico legato al territorio. Normalmente gli stand fieristici si basano su contenuti video o cartacei o su immagini, quindi la nostra idea è stata quella di far vivere l’esperienza utilizzando le nuove tecnologie. Abbiamo creato un ambiente immersivo in realtà virtuale dove la persona poteva vivere le emozioni di una delle gare considerate più difficili al mondo, in modo adrenalinico ed emozionale, sfruttando tutti i sensi. Abbiamo ricreato la sensazione dell’inclinazione della pendenza, le vibrazioni della bicicletta, perfino il vento, che variava a seconda della velocità. In poche parole, abbiamo creato un’installazione interattiva in cui il soggetto poteva vivere appieno l’esperienza di questa gara. Il vantaggio qual è stato? Che oltre a creare spettacolo e quindi intrattenere le persone, l’esperienza ha dato vita a una comunicazione parallela: l’utente che non provava l’esperienza comunque la viveva e la ripostava sui social network. Questo ha portato la comunicazione al di fuori della fiera, riuscendo a sfondare i muri. Un’altra cosa importante è quella di portare un’evoluzione anche da un punto di vista scientifico e statistico. Se il nostro scopo è quello di riuscire a intrattenere le persone, bisogna scoprire come intrattenerle, introducendo metodi come i counter o le telecamere, che mi permettono di capire quanto una persona sta in un’area rispetto a un’altra. Iniziare ad avere un approccio più scientifico e statistico permetterebbe di avere un background e un’esperienza tale da sviluppare nuove idee, di analizzare le varie situazioni per capire come intrattenere meglio le persone. Questa sicuramente potrebbe essere un’evoluzione.