La realtà virtuale: cos’è e quali opportunità offre al settore fieristico. Intervista a Pier Mattia Avesani di Uqido.

Durante la prima giornata di Punto Ciemme Thinks Design! abbiamo incontrato Pier Mattia Avesani, fondatore e project manager di Uqido, software house specializzata in digital marketing, mobile engagement e lead generation. Da circa un anno Uqido si occupa, tra le altre cose, di realtà virtuale. Anche Punto Ciemme, più o meno nello stesso periodo, iniziava a interessarsi di questa tecnologia e a proporla ai suoi clienti per gli stand fieristici. Abbiamo chiesto a Pier Mattia di aiutarci a fare chiarezza, spiegandoci che cos’è la realtà virtuale, quali opportunità offre e quali applicazioni immagina per il nostro settore.

 

Realtà virtuale Punto Ciemme
Durante un’esperienza con la realtà virtuale.

 

Iniziamo dalla domanda più semplice: che cos’è la realtà virtuale?

Ambienti virtuali che seguano le leggi del mondo reale e che siano esplorabili con tutti i sensi dell’essere umano, che può interagire con gli oggetti ‘in scena’: questo è sostanzialmente ciò che viene identificato con realtà virtuale, o più precisamente con realtà virtuale immersiva. E proprio l’immersività è la caratteristica chiave di questa nuova tecnologia, che catapulta lo spettatore nel virtuale facendogli dimenticare di essere all’interno di una stanza e facendogli vivere emozioni e sensazioni reali. La realtà virtuale usa strumenti come i visori, i tracker per il tracciamento di oggetti e corpi, PC dalle importanti capacità di calcolo e telecamere in grado di monitorare la scena. Tutto ciò ha costi sostenuti che, al momento, rallentano la diffusione della tecnologia sul mercato consumer.

 

E che cos’è invece la realtà aumentata?

In questo caso siamo ancora nel mondo ‘reale’ in cui viviamo tutti i giorni, semplicemente sono stati aggiunti elementi virtuali che lo arricchiscono, aumentando anche la percezione sensoriale dell’essere umano. Per supportare la realtà aumentata sono sufficienti smartphone, occhiali hi-tech o PC con webcam per ottenere le informazioni aggiuntive. Sono tecnologie più alla portata del grande pubblico ma che non sono in grado di garantire gli elevati livelli di qualità e immersività della realtà virtuale.

 

Veniamo al settore fieristico: quali applicazioni della realtà virtuale riesci a immaginare in questo campo?

La realtà virtuale è una tecnologia molto recente e le applicazioni sono ancora tutte da ricercare. Di certo le possibilità di impiego in ambito fieristico non mancano, basti pensare al solo fatto di poter avere in spazi limitati un ambiente vastissimo e visitabile in ogni suo angolo! Non è utopia, ma la combinazione di architettura, tecnologia VR e ambienti virtuali: la percezione dell’essere umano fa il resto. Ma possiamo anche immaginare di trasportare gli utenti in luoghi lontanissimi, convincendo i loro sensi di essere realmente lì: potenzialmente si può avere il mondo intero all’interno di uno spazio fieristico. Ancora, ogni prodotto a catalogo può essere ‘esposto’ in realtà virtuale, indipendentemente dalle sue dimensioni o dallo spettro di varianti in cui è disponibile: tutto a portata di headset.

 

Hai visto qualcosa di convincente in questo ambito?

In ambito fieristico ho visto un’applicazione poco convincente e due invece molto convincenti. L’applicazione che non mi ha convinto era la replica di un’intera fiera in VR: l’utente poteva visitarla spostandosi virtualmente tra gli stand e una volta giunto a uno stand poteva leggere il contenuto e visualizzare dei filmati 2D. Secondo me un’esperienza di questo tipo presenta solo degli svantaggi rispetto per esempio alla navigazione di un normale sito web con una semplice lista di espositori.

Venendo alle applicazioni convincenti invece, mi ha colpito l’ esperienza realizzata da un’azienda che produce forni industriali. Lo spettatore veniva portato al centro di uno di questi forni, dove poteva percepire il calore, il vento e le diverse configurazioni: in poche parole il visitatore poteva vivere su di sé le features di quel prodotto in modo molto emozionante e personale. La seconda esperienza che ritengo sfrutti a pieno le potenzialità della VR l’abbiamo realizzata noi di Uqido per un produttore di lampade di lusso in Veneto. In questo caso, i visitatori sono stati proiettati in un esclusivo loft virtuale a Los Angeles, dove hanno potuto non solo ammirare le diverse lampade ma anche sperimentare i diversi effetti di illuminazione.

 

I più ottimisti dicono che la realtà virtuale è il futuro: è diventata famosa l’anno scorso una foto di Mark Zuckerberg che passeggia in mezzo a una platea dove tutti indossano visori per la realtà virtuale. Ma ci sono anche molti critici di questa tecnologia. Voi che cosa ne pensate?

Nella storia, davanti a ogni importante innovazione, si sono sempre create le due tipiche fazioni dei sostenitori e degli oppositori. Noi pensiamo che questa tecnologia abbia potenzialità ancora inespresse, che possono davvero rivoluzionare interi settori e garantire agli utilizzatori importanti benefici. Per esempio, un recente test condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che far vivere esperienze di realtà virtuale a persone con grandi ustioni consente di alleviare il loro dolore, anche due volte più dell’utilizzo della morfina. La ricerca nel campo medico punta molto su questa tecnologia per curare disturbi, recuperare i pazienti affetti da alcune patologie e combattere fobie. Noi siamo convinti che stia a noi usare questo strumento nella maniera più costruttiva possibile, creando qualcosa di utile al mondo: è questa la direzione intrapresa da Uqido già dal suo primo progetto. Per concludere, la realtà virtuale non è il futuro, è il presente e non possiamo nasconderci, dobbiamo farla nostra e impiegarla per ottenerne benefici.

 

Pier Mattia Avesani di Uqido a Punto Ciemme Thinks Design!

 

Chi è Uqido.

Uqido è una software house nata nel 2010. Il suo primo progetto è stato lo sviluppo di un sistema per eliminare le code in ospedali, ambulatori e uffici pubblici, sistema che oggi è uno standard in Veneto e viene usato dalla quasi totalità delle ULSS. Negli anni, Uqido ha diversificato la propria attività: sviluppo web, creazione di software gestionali, applicazioni iOS e Android, etc. Ciò che contraddistingue Uqido e i suoi prodotti è l’approccio user-centrico: ogni creazione deve essere utile ai consumatori o alle aziende. Dal 2016 Uqido si occupa anche di realtà virtuale immersiva, un settore in fortissima crescita. Il primo progetto realizzato in questo ambito è stato A VR Hope – A Very Real Hope in collaborazione con WWF, un’esperienza che proiettava gli spettatori in un contesto boschivo a stretto contatto con un branco di lupi, per osservare da vicino gli effetti su questi ultimi dell’attività dell’essere umano.

 

Uqido e WWF con «A VR Hope – A Very Real Hope»